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Cerco la via percorrendola... la vita VIVENDOLA... La bellezza e le sue forme come l'orizzonte sono sempre da raggiungere...

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lunedì, 24 marzo 2008

 
“Il mattino appartiene a qualcuno
il sole non resta sempre dietro le nuvole
i giorni più belli da vivere
con certezza verranno…”
                       nazim hikmet
11-09-2005 18.55.55_Senigallia001 modificato
Franco Barchiesi - foto 

postato da: OriellaO alle ore 18:46 | link | commenti (8)
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venerdì, 21 marzo 2008

 
 
Pasqua come resurrezione
rinnovamento
passaggio
Pasqua come capacità
di lasciarsi sorprendere
accogliendo il nuovo – la vita…
 
Uovo con sorpresa

A tutti Auguri!


postato da: OriellaO alle ore 18:28 | link | commenti (1)
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giovedì, 20 marzo 2008

DSC00952  A2  W

 
Buona primavera
 
di fragranze odorose
e di vita che germoglia…
 
DSC00950  B  W
Primavera
Primavera vien danzando
vien danzando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Ghirlandette di farfalle,
campanelle di vilucchi,
quali azzurre, quali gialle;
e poi rose, a fasci e a mucchi.
 
Tratto dalla filastrocca dei mesi “Primavera”
di Angelo Silvio Novaro

 

 


postato da: OriellaO alle ore 20:41 | link | commenti
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domenica, 16 marzo 2008

Amarsi 11-01-99

Titolo: "Amarsi" olio su tela - Oriella Orazi

 
E se l’amore t’investe
non puoi darne ragione
non puoi dire:
l’amore perché.
L’amore è più tangibile
del tuo stesso esserci
quando t’investe.
Mai potresti darne e dirne
la circonferenza, la profondità,
la sua ampiezza
va oltre i confini
del dicibile e dello scibile.
L’amore, chi non l’ha cantato
invocato o maledetto
quando è spina che ferisce...
ma chi ha potuto dirne la sua sostanza
narrarne la sua pienezza?
E quando amore ti coglie
se tutto può rimanere uguale a se stesso
tu che ne sei colto
non sarai più lo stesso...
Non si vede, non ha colore
corpo o spessore
ma basta che
l’oggetto amato incontra
che lo riconoscerai
come l’imponderabile che s’impone.
 
             Quando amore ti coglie
             resistergli è morire...
 
                                       Oriella Orazi
 
 
 

postato da: OriellaO alle ore 17:15 | link | commenti (2)
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Verso l

Titolo: "Verso l'isola che c'è" - olio su tela - Oriella Orazi

Se fossi marinaio
salperei dentro quelle pieghe tue
ebbra della vita che mi dà l’amarti
e all’alba e a sera
scrutare dentro l’orizzonte azzurro
incastonato di pepite d’oro
che mi si dischiude profondo e ampio
guardando i tuoi occhi.
Se fossi gabbiano
nella sera quando s’acqueta il mare
ramingo 
mi poserei sulla pelle tua
nell’affannosa ricerca di cibo.
Ma io che non sono
né marinaio né gabbiano
ma donna di pelle
impigliata come conchiglia
nella rete dell’esistere
qui compresa, catturata tra verde e azzurro
cerco di te insaziata
su carta stampata, fredda,
l’immagine tua
cercando l’odore, il sapore, l’essenza
che l’amore esalta
e mentre i rumori del giorno
continuano, si alternano
tu altrove
amore.
 
              Oriella Orazi

postato da: OriellaO alle ore 17:09 | link | commenti
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venerdì, 14 marzo 2008

Cipolle sul mare - Opera 001Titolo: "Cipolle sul mare"  olio su tela - Oriella Orazi 


postato da: OriellaO alle ore 21:43 | link | commenti
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martedì, 11 marzo 2008

Lo stesso cielo - Opera 004

Titolo: "Lo stesso cielo" olio su tela - Oriella Orazi

E se tu fossi prescelto –

e io – condannata a essere

dove tu non sei –

quello – allora – sarebbe l’inferno per me.

 

                   Emily Dickinson

 

 


postato da: OriellaO alle ore 12:17 | link | commenti (3)
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sabato, 08 marzo 2008

Buon otto marzo a tutte le donne
non di meno alla parte femminile
presente in tutti gli uomini!!!...
mimosa gialla A

postato da: OriellaO alle ore 11:12 | link | commenti (2)
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venerdì, 07 marzo 2008

Fragranza di mimosa

 

 

La mimosa scelta come simbolo, fragile e odorosa. Fragile all’apparenza... Quale vento, giocandoci dentro o infuriandosi contro, la può spezzare? Scomporre e sciupare sì, ma non schiantare, non divellere!

Gialla e luminosa come luce sulla via (senza volere troppo attingere dalla Beatrice “luce e guida” della Divina Commedia....) e la sua fragranza, difficile da contenere è una presenza che si espande oltrepassando i limiti delle recinzioni... che spesso nella storia dei tempi sono state poste alle donne.

Recinzioni che possono prendere a volte il nome di valori, mai scelti bensì imposti; recinzioni dal nome chiamato amore, molto spesso nient’altro che segno di dominio... Recinzioni a volte fatte di finestre e porte chiuse, dove il fuori al massimo poteva venire “spiato e sbirciato”. Recinzioni altre volte fatte di costumi, nomi, concetti, abitudini, assunti tanto da credere e reputare naturale, insito e intrinseco alla natura femminile, molto di ciò che è stato ed è solo induzione culturale.....

 

Ma come detto, tornando alla metafora, è difficile, sennonché impossibile, contenere, imprigionare, occultarne la fragranza. Essa stessa, lentamente nel tempo, si è estesa: a volte, in modo subdolo, basti pensare alle piccole e grandi conquiste ottenute attraverso persone e situazioni non sempre consoni per la loro poca ortodossia ad un’autentica emancipazione e consapevolezza del proprio sé al femminile; a volte, in modo combattivo e solare.... fino ad arrivare là dove i luoghi e gli spazi erano, da sempre, per antonomasia deputati ad essere esclusivi del solo universo maschile....

Arrivare là dove mai si è pensato di vedere “camicie a fiori” (altra metafora della presenza al femminile soprattutto nei luoghi di potere gestiti da uomini in completo gessato!!!!) è quanto si è cercato di ottenere... ma una volta “arrivate” si crea come uno spazio in cui occorre ancora lottare, ancora interrogarsi... A parte il fatto che questo “arrivare” non è una realtà così diffusa e omogenea, basta spostare lo sguardo un po’ più in là per accorgersi che ancora in molte aree geografiche ciò è solo mera utopia..., ma pur volendoci “limitare” a prendere atto solo di quelle realtà in cui l’essere “arrivate”, come detto, nei luoghi per antonomasia maschili, è accaduto, anche in questi casi sorge una domanda se non un ventaglio di domande.

Arrivare è sempre sinonimo di emancipazione, cioè espressione del raggiungimento della piena esplicazione delle proprie potenzialità? Entrare là dove mai si era entrate, vuol dire sempre “ritrovarsi” ed affermare il proprio sé?

Arrivare vuol sempre stare ad indicare la conquista di nuove possibilità per allargare il proprio orizzonte, l’affermazione della propria dignità di persona intera, e della propria creatività, l’affermazione del proprio sé e della propria persona?

 

Arrivare, molto spesso, ahimè!, è anche entrare in certi meccanismi, compromettersi con modi di fare e di essere che sono intrinsecamente contrari al più autentico spirito che dovrebbe animare un sincero “esserci” e un volere “essere presente” come un essere completo... Spesso esserci o arrivare vuol dire conformarsi proprio a quella logica preclusiva, una logica basata sulla più spietata competitività, sulla supremazia dell’uno sull’altro... Una logica per cui arrivare alla meta rappresenta il massimo soddisfacimento, senza tenere in considerazione cosa si è “speso”, cosa si è compromesso, cosa si è sopraffatto, e ciò non è altro che accettare e conformarsi a quel modo di fare che, appunto, ha messo ai margini ed in silenzio chi da sempre è stato ritenuto qualche cosa di diverso, se non sempre inferiore, ma un diverso al quale guardare non con parità bensì con superiorità...

Con un “otto” marzo alle porte, credo che meriti attenzione il prendere tempo per riflettere e interrogarsi.... cercando di trovare quelle forme e modi per “esserci ed arrivare” in cui tutte le valenze al femminile non vengano né sciupate né calpestate volendo a forza entrare per quel varco che tutto ingoia e tutto consuma inducendo le persone a diventare automi che producono, spesso l’uno contro l’altro...

Se tanto si è lottato contro una logica “maschilista” perché ripercorrerne le modalità tanto per carpire quella che può essere una personale opportunità, senza tenere conto di quanto di prezioso ci sia da far vivere e valere?

Che quei rami di mimosa non siano solo una scalpo selvaggio anch’esso sottoposto all’implacabile legge di mercato che tutto ingoia... ma una fragranza libera che sia occasione per riflettere e ritrovarsi: donne e uomini, cercando appunto di porsi nella multipla e variegata esperienza e “modo di essere” che ogni persona, femmina o maschio, ha da portare e ha da dire...

Un “otto” marzo in cui il pensare e il cercare se stesse e l’altro prendano il posto di un frenetico fare e consumare che impera ovunque.

 

                                                                                          Oriella Orazi

 


postato da: OriellaO alle ore 16:42 | link | commenti
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mercoledì, 05 marzo 2008

Neve a Marzo…

 

 

(Oggi in estemporanea…)

 

 

Nevica

sul rosa

giallo e bianco

di novelle fioriture.

Nevica tra i pensieri miei

distratti e assorti.

 

 

Oriella Orazi


postato da: OriellaO alle ore 14:06 | link | commenti (1)
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