… ieri sera osservando la luna...

Prossima alla metà
in un crescendo volto alla pienezza
sospesa
su nulla posarsi
bella
nella sua indifferente presenza
pare dire dell’insensatezza
di tanto patire
e stante
tra gli echi di urla senza sonoro
più stringente dello stesso esserci
il dolore.
… e come in altri echi
mi vorrei persa
ma la memoria
in tal caso
né scalda né consola.
Oriella Orazi

Autore sconosciuto
"Spesso le parole
sono ciò che resta
a chi non può più
compiere i gesti"
Oriella Orazi

Amatevi l’un l’altro,
ma non fate dell’amore una catena.
Fate piuttosto che sia
un mare in movimento
tra le spiagge delle vostre anime.
Riempite la tazza dell’altro,
ma non bevete da una sola tazza.
Scambiatevi del pane,
ma non mangiatene
da una stessa pagnotta.
Cantate e danzate insieme
e siate allegri insieme,
ma ognuno permetta all’altro
di essere uno,
così come sono
le corde del liuto:
ciascuna sta da sé,
ma vibra con le altre
per una stessa musica.
Datevi il cuore,
ma non per farlo diventare
possesso dell’altro.
Perché a contenere i vostri cuori
è solo la mano della vita.
e state insieme,
ma non troppo vicini
l’uno all’altra.
Infatti i pilastri del tempio
stanno discosti.
E la quercia e il cipresso non crescono
l’uno nell’ombra dell’altro.
Siete nati insieme
e insieme starete per sempre.
Starete insieme quando
le bianche ali della morte
disperderanno i vostri giorni.
Ma in questa vostra solidarietà
lasciate che vi siano spazi.
Kahil Gibran
Ho cercato
di strapparti dal mio cuore.
Ho impiegato ogni tipo d’arte
ognuna impropria.
Ho praticato l’esercizio della dimenticanza
Ho frequentato l’illusione della sostituzione
di notte di giorno
solerte fuggendo il pensiero di te
ho cercato di strapparti dal mio cuore
invano
voci assordanti
incapaci di mettere a tacere
mi hanno detto di quanto fosse vano il mio lavoro
non posso strapparti dal mio cuore
sei tu la vita che dà vita
volerti strappare è strappare me alla vita.
Oriella Orazi

(autore sconosciuto)
Oriella Orazi - Titolo: Sensualità - olio su tela

Se pur catturata dal limite
nella passione
che sfora l’involucro
mi dischiudo
e mi adagio
distesa bianca
al sole che scalda
sui tuoi occhi assetati
e fiume che disseta
intrecciati
cordone ombelicale
ci irroriamo di vita
tra il cielo e la terra
randagi
affamati d’amore.
Oriella Orazi


L’amore è una specie
di re Mida
che trasformava in oro
ogni cosa che toccava
illumina di luce riflessa
chi da esso è toccato
Oriella Orazi




A Camilla
la mia nipotina
a pelo corto
dagli occhi color cielo
dalla sua zia
a pelo lungo…!!!

Ode al gatto
Gli animali furono
imperfetti, lunghi
di coda, plumbei
di testa.
Piano piano si misero
in ordine,
divennero paesaggio,
acquistarono nèi, grazia. volo.
Il gatto,
soltanto il gatto
apparve completo
e orgoglioso:
nacque completamente rifinito,
cammina solo e sa quello che vuole.
L'uomo vuol essere pesce e uccello,
il serpente vorrebbe avere le ali,
il cane è un leone spaesato,
l'ingegnere vuol essere poeta,
la mosca studia per rondine,
il poeta cerca di imitare la mosca,
ma il gatto
vuole essere solo gatto
ed ogni gatto è gatto
dai baffi alla coda,
dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d'oro.
Non c'è unità
come la sua,
non hanno
la luna o il fiore
una tale coesione:
è una sola cosa
come il sole o il topazio,
e l'elastica linea del suo corpo,
salda e sottile, è come
la linea della prua di una nave.
I suoi occhi gialli
hanno lasciato una sola
fessura
per gettarvi le monete della notte.
Oh piccolo
imperatore senz'orbe,
conquistatore senza patria,
minima tigre da salotto, nuziale
sultano del cielo
delle tegole erotiche,
il vento dell'amore
all'aria aperta
reclami
quando passi
e posi
quattro piedi delicati
sul suolo,
fiutando,
diffidando
di ogni cosa terrestre,
perché tutto
è immondo
per l'immacolato piede del gatto.
Oh fiera indipendente
della casa, arrogante
vestigio della notte,
neghittoso, ginnastico
ed estraneo,
profondissimo gatto,
poliziotto segreto
delle stanze,
insegna
di un
irreperibile velluto,
probabilmente non c'è
enigma
nel tuo contegno,
forse sei mistero,
tutti sanno di te ed appartieni
all'abitante meno misterioso,
forse tutti si credono
padroni,
proprietari, parenti
di gatti, compagni,
colleghi,
discepoli o amici
del proprio gatto.
Io no.
Io non sono d'accordo.
Io non conosco il gatto.
So tutto, la vita e il suo arcipelago,
il mare e la città incalcolabile,
la botanica,
il gineceo coi suoi peccati,
il per e il meno della matematica,
gl'imbuti vulcanici del mondo,
il guscio irreale del coccodrillo,
la bontà ignorata del pompiere,
l'atavismo azzurro del sacerdote,
ma non riesco a decifrare il gatto.
Sul suo distacco la ragione slitta,
numeri d'oro stanno nei suoi occhi.
Pablo Neruda



Foto di Luana G.
… da una gatta mancata
miaaooo…!!!

Franco Barchiesi - foto
Guarda il sole che nasce perché è la vita,
la vita vera della vita.
Nel suo breve corso posano tutte le verità
e le ricchezze della sua esistenza:
la gioia della crescita, la gloria dell’azione,
lo splendore del compimento.
Perché ieri non è che un sogno
e il domani soltanto una visione;
ma il vivere bene oggi rende
ogni giorno trascorso
un sogno di felicità e ogni domani
una visione di speranza;
guarda perciò attentamente
il giorno che nasce”
(autore sconosciuto)