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Cerco la via percorrendola... la vita VIVENDOLA... La bellezza e le sue forme come l'orizzonte sono sempre da raggiungere...

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giovedì, 15 maggio 2008

Riflessione 05-02-00

Oriella Orazi "RIFLESSIONE"  - olio su tela

"Gli uomini vorrebbero essere sempre
il primo amore di una donna.
Questa è la loro sciocca vanità.
Le donne hanno un istinto più sottile
per le cose :
a loro piace essere
l'ultimo amore di un uomo"
- Oscar Wilde –

postato da: OriellaO alle ore 12:07 | link | commenti (3)
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martedì, 06 maggio 2008

      
 
Il dolore
abissandosi nelle profondità
ha slogato le giunture
dell’anima
lasciandomi esausta.
 
                   Oriella Orazi
 
 37-536469607
 
 
Doveva essere così
il cielo
limpido specchio terso
quella sera che mi condusse a te
prima della gioia seguita dal dolore.
Ora manca solo la stella
quella bella
Venere
la prima ad apparire
vanesia di sé
narrante bellezza.
Che non l’abbia rubata il dolore
uragano che spoglia
smembra dilania
lasciando se stesso
reduce solitario.
 
              Oriella Orazi
 
 37-536469607
 
 
L’amore è solo nostro.
Le tante parole di te
pari a sole che non scalda.
Di lui
uno iato bastava
ad incendiare di me
la più remota cellula.
L’amore è l’indicibile altro.
 
 
                     Oriella Orazi
Rosa selvatica 

postato da: OriellaO alle ore 19:22 | link | commenti (12)
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giovedì, 01 maggio 2008

   L’orizzonte limitato dell’ideologia
 
 
 Io sono una che non adegua la sua vita ad una idea ma piuttosto preferisce vivere e far adeguare le idee al suo stesso vivere.
Mi spiego con una immagine. Nella scelta di un indumento, non adeguo il mio corpo all’abito che vorrei, piuttosto, osservo il mio corpo e penso, scelgo l’abito più adeguato e quindi più consono per esso.
Osservo la vita, quella intorno a me ma soprattutto quella che fluisce in me, mi metto, di essa, in ascolto. La “sento”, e poi la penso e da lì il nascere dell’idea che la rappresenti e non l’idea alla quale aderire. Non voglio che l’idea “arrivi” prima di me, prima deve arrivare quella che sono, “Oriella” e in seguito l’idea di quello che Oriella riesce ad essere, a dare e dire.
 
Le ideologie, o i credi, costruiscono un abito dentro il quale ci si deve per necessità calare. Sarà l’abito a “rappresentarti”, a parlare di te, non tu a presentare l’abito
L’ideologia, così come ogni credo, per quanto tale inopinabile e dogmatica, paralizza, dà una forma, una maschera impedendo la vita, che per essere tale ha necessità di fluire, quindi cambiare… scorrere (di questo ci ha già avvisato Eraclito con il suo panta rei) e rinnovarsi. Ma perché ciò avvenga non si può restare nella stessa posizione (ideologia) che comporta di per sé la staticità. Nel movimento si opera un continuo prendere e lasciare. E come un percorso, si parte da un punto A per giungere ad un punto B o ancor meglio ad un punto che magari si ignora, ma comunque è richiesto ”il lasciare” la posizione precedentemente presa. L’ideologia costringe a stare “seduti” ma seduti su un trono, espressione dell’arroccamento, non seduti in riva ad un fiume osservando l’acqua che scorre. In tal caso l’immagine dello stare seduti è la “non azione” come svuotamento disponibile a possibili riempimenti.
L’ideologia ti obbliga a guardare in una sola direzione, liberi da essa lo sguardo può estendersi a trecentosessantagradi.
 
         L’ideologia è un trono che dà l’illusione della sicurezza di chi crede di sapere sempre cosa sia giusto o sbagliato. Illusione che induce a ritenere che le presunte certezze metteranno al riparo da ogni possibile disorientamento. Ma è un trono che oltre ad obbligare all’immobilità e quindi all’atrofia, impedisce il piacere di vedere tutto ciò che vi è oltre la limitatezza del suo orizzonte.
Chi non appartiene a nessuno, ovvero chi è fuori di ogni schieramento non ha il timore di nutrirsi di nessun cibo, perché ne sa gustare il sapore senza interrogarsi in merito all’ideologia, nonché religione o schieramento politico di appartenenza del cuoco.
 
                                                                      Oriella Orazi
06 OT013Franco Barchiesi  - foto

postato da: OriellaO alle ore 13:11 | link | commenti (6)
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sabato, 19 aprile 2008

“…una vita che non si pone domande
non merita di essere vissuta”
                       Platone, apologia di Socrate, 38  a

postato da: OriellaO alle ore 19:47 | link | commenti (7)
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lunedì, 14 aprile 2008

 

DSC02282  SEPIA

 

Studiammo molte parole d’amore,
creammo molte parole d’amore;
partiti infine dal mondo, lasciammo,
non dette, troppe parole d’amore.
                               
                           Tagore

postato da: OriellaO alle ore 16:55 | link | commenti (6)
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sabato, 05 aprile 2008

 
Delle volte la felicità
vola via
rapida e leggera come farfalla
per non tornare più
perché breve è la sua vita
pari a fremito d’ali…
e di piombo resta
il vuoto di lei…
 
                   Oriella Orazi   47-938421442

postato da: OriellaO alle ore 19:47 | link | commenti (9)
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lunedì, 24 marzo 2008

 
“Il mattino appartiene a qualcuno
il sole non resta sempre dietro le nuvole
i giorni più belli da vivere
con certezza verranno…”
                       nazim hikmet
11-09-2005 18.55.55_Senigallia001 modificato
Franco Barchiesi - foto 

postato da: OriellaO alle ore 18:46 | link | commenti (8)
categorie:
venerdì, 21 marzo 2008

 
 
Pasqua come resurrezione
rinnovamento
passaggio
Pasqua come capacità
di lasciarsi sorprendere
accogliendo il nuovo – la vita…
 
Uovo con sorpresa

A tutti Auguri!


postato da: OriellaO alle ore 18:28 | link | commenti (1)
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giovedì, 20 marzo 2008

DSC00952  A2  W

 
Buona primavera
 
di fragranze odorose
e di vita che germoglia…
 
DSC00950  B  W
Primavera
Primavera vien danzando
vien danzando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Ghirlandette di farfalle,
campanelle di vilucchi,
quali azzurre, quali gialle;
e poi rose, a fasci e a mucchi.
 
Tratto dalla filastrocca dei mesi “Primavera”
di Angelo Silvio Novaro

 

 


postato da: OriellaO alle ore 20:41 | link | commenti
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domenica, 16 marzo 2008

Amarsi 11-01-99

Titolo: "Amarsi" olio su tela - Oriella Orazi

 
E se l’amore t’investe
non puoi darne ragione
non puoi dire:
l’amore perché.
L’amore è più tangibile
del tuo stesso esserci
quando t’investe.
Mai potresti darne e dirne
la circonferenza, la profondità,
la sua ampiezza
va oltre i confini
del dicibile e dello scibile.
L’amore, chi non l’ha cantato
invocato o maledetto
quando è spina che ferisce...
ma chi ha potuto dirne la sua sostanza
narrarne la sua pienezza?
E quando amore ti coglie
se tutto può rimanere uguale a se stesso
tu che ne sei colto
non sarai più lo stesso...
Non si vede, non ha colore
corpo o spessore
ma basta che
l’oggetto amato incontra
che lo riconoscerai
come l’imponderabile che s’impone.
 
             Quando amore ti coglie
             resistergli è morire...
 
                                       Oriella Orazi
 
 
 

postato da: OriellaO alle ore 17:15 | link | commenti (2)
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